Sean Baker – I primi film del regista di Anora
Prima di Anora, prima degli Oscar, prima di Tangerine e The Florida Project, Sean Baker aveva già iniziato a raccontare la sua America: periferica, precaria, imprevedibile e profondamente umana.
Dal 13 settembre al 4 ottobre, il Cinema Barberini presenta una rassegna dedicata ai primi quattro lungometraggi del regista americano: Four Letter Words, Take Out, Prince of Broadway e Starlet, proposti per la prima volta sul grande schermo in Italia.

Programma rassegna
13 settembre
Four Letter Words (2000) - Biglietti
Il primo lungometraggio di Sean Baker è un ritratto generazionale ambientato nella provincia americana. Nel corso di una lunga notte tra feste, alcol e conversazioni, un gruppo di ventenni mette a nudo insicurezze, desideri e un senso di disorientamento che diventa il ritratto di una generazione. Un esordio ruvido e indipendente nel quale è già riconoscibile l'interesse del regista per personaggi e ambienti lontani dal cinema americano più convenzionale.
20 settembre
Take Out (2004) - Biglietti
New York, una giornata e un debito da ripagare. Un immigrato cinese che lavora come fattorino attraversa la città cercando di guadagnare il denaro necessario prima che scada il tempo a sua disposizione. Girato con mezzi ridotti e un approccio vicino al documentario, Take Out porta lo spettatore dentro una realtà normalmente invisibile, facendo del lavoro quotidiano e delle strade della città il cuore stesso del racconto.
27 settembre
Prince of Broadway (2008) - Biglietti
Lucky vive a New York vendendo imitazioni di grandi marchi nel distretto della moda. La sua vita cambia improvvisamente quando una ex compagna gli affida un bambino sostenendo che sia suo figlio. Tra contraffazioni, lavoro informale e responsabilità inattese, Baker costruisce un'altra storia immersa in un'America raramente raccontata dal cinema.
4 ottobre
Starlet (2012) - Biglietti
Un incontro casuale dà origine all'improbabile amicizia tra Jane, una giovane donna, e Sadie, un'anziana signora. Due vite lontanissime che progressivamente si avvicinano, in un film delicato e privo di moralismi che segna un passaggio decisivo nella filmografia di Baker e anticipa la sensibilità dei suoi lavori successivi.